Lunedì 12 Febbraio Gabriele Cecotti ci ha lasciato, appassionato cacciatore ed esperto cinofilo e grande maestro per tutti noi.
Per ricordalo ho voluto dedicare una pagina a una persona che ha contribuito a un pezzo di storia della nostra riserva, come socio e come direttore dal 1991 al 2008 così semplicemente come ha voluto ricordarlo in chiesa Giovanni Milocco:
Caro Gabriele con te ho iniziato l’attività venatoria, tu nel 1956, avevi 17 anni, eri minorenne, firmò tuo padre per la tua licenza di caccia, io nel 1957 avevo 19 anni, eravamo due ragazzini cacciatori, abbiamo fatto insieme lunghe camminate, tante avventure di caccia e fra di noi era sempre una gara divertente e piacevole, tu con i tuoi Pointer e io con i Setter, bellissimi anni! In seguito ti sei distinto con grande successo nel mondo della cinofilia, partecipando con i tuoi cani a diverse gare, ottenendo ottimi risultati nazionali, di cui anche la stampa mise in rilievo per i tuoi traguardi ottenuti. Anche li nostre vite hanno viaggiato parallele, prima muratori, poi tu in comune e io in regione. Ci siamo fidanzati e sposati negli stessi anni abbiamo avuto due belle famiglie con tre figli ciascuno e tutti e die abbiamo, con tanta passione, diretto la riserva di caccia di Gonars. Gabriele, ci hai lasciato troppo presto e troppo velocemente , ci mancherai, ma da lassù potrai guidarci, con la tua grande esperienza e spero che in cieli tu trivi grandi praterie, con fiori e profumi che tu possa ancora esercitare la tua passione venatoria, così tu sarai sempre nei nostri coir e ti ricorderemo nelle nostre preghiere. Da parte mia e degli amici cacciatori faccio le più sentite condoglianze a tutti i famigliari. Letizia, Giorgio e Massimo ricordate sempre vostro padre con grande affetto e immenso orgoglio. A nome della famiglia e di tutti un sentito ringraziamento agli amici di Vrhnika per la loro partecipazione.
Milocco Giovanni
La traduzione del discorso di Jure Petkovsec della LD Vrhnika in chiesa:
Pregiatissimo Gabriele amico di caccia, la notizia che ci hai detto addio e che sei dovuto andartene nell’eternità era attesa tra noi membri LD (società di caccia) Vrhnika che siamo parecchio distanti.
Ogni lettera di questa pagina fa male, tuttavia è necessaria.
Ci siamo ritrovati tutti accanto alla tua tomba, noi che ti conoscevamo, rispettavamo la tua famiglia, i tuoi amici, i conoscenti, i colleghi della “fratellanza verde” del tuo territorio e i membri del LD Vrhnika.
Un ultimo saluto a te (nelle lingue slave si dice anche “mi saluto da te”) a nome di LD Vrhnika, perché la nostra reciproca amicizia tra il Club di caccia Gonars e LD Vrhnika ha una notevole e lunga durata il cui autore, nel ruolo di Segretario e Presidente, sei stato tu pregiatissimo Gabriele.
I vecchi membri che con te hanno collaborato ti conoscevano bene in qualità di amico affidabile e onesto, dalla condotta di uomo forte che esige disciplina e coerenza nella salvaguardia e nella conservazione del territorio, la natura e il mondo animale.
Le nostre riunioni, sia a Vrhnika che a Gonars, erano grazie alla tua presenza così autentiche e soprattutto supportata da tematiche di caccia, aneddoti e dal frequentarsi divertendosi da amici a prescindere dalle barriere linguistiche.
Un sincero grazie per tutto ciò che hai fatto per la fratellanza verde, anche se ci salutiamo da te, rimarrai sempre con noi, nei pensieri di chi ti ha conosciuto rimarrà sempre un posto per il ricordo di te.
Il dolore e la tristezza la vorremmo condividere con coloro che ti volevano un bene immenso, con la tua famiglia, a cui vanno le nostre sentite condoglianze.
L.D. Vrhnika
In chiesa avrei voluto leggere questa storia per ricordare un grande appassionato cacciatore, ho pensato quindi di riportare in questo spazio le emozioni e i sentimenti della prima giornata di caccia di Gabriele Cecotti. Tratto dal libro “la riserva di caccia di gonars : 50 anni di storia e passione” dopo una lunga intervista a casa sua il 12 agosto del 2016.
Mandi Gabriel!
Roberto Ronutti
Ricordo la prima giornata di caccia, era il 15 agosto 1957, il giorno prima dell’apertura mi trovavo con un cane pointer che avevo acquistato a castiglione fiorientino investendo i miei risparmi(30.000 lire), avevo ottenuto la licenza di caccia ma ero senza fucile, alle ore 20.00 della sera prima l’apertura non avevo un fucile con cui andare a caccia: mio padre mi aveva detto che non mi poteva aiutare, aveva già speso tanti soldi. Mi giunse alle orecchie che un veterinario di Sevegliano il dott. Aiza, poteva avere un fucile da darmi, presi la bicicletta e partii di tutta furia da Fauglis e suonai il campanello, usci il figlio che chiese cosa volessi. “Si ci sarebbe qualcosa che non va risposi io, ho il cane, ho la licenza, ma non ho il fucile!” Entrò in casa ed uscì il padre, che mi chiese se ero di Fauglis e se ero parente di Vigi Cecotti, che era il direttore delle riserva di Sevegliano. Io risposi che era il cugino di mio padre e che abitavo in piazza a Fauglis. Quindi abiti a Fauglis – disse il veterinario – si – risposi – e mio padre non ha voluto comprarmi il fucile, mi ha detto mi avrebbe firmato solo per la licenza e per il resto devo arranggiarmi – . Sorrise, mi disse di seguirlo e mi portò un vecchio fucile chiamato “torchion”. Io chiesi quanti soldi dovevo dargli, lui rispose che ci saremmo accordati in un secondo momento. Mi invito intanto ad andare a caccia e, poi, di ritornare tra tre mesi, a caccia conclusa. – Hai cartucce? – aggiunse. – Si ne ho qualcuna a casa -. – Tieni anche queste mi disse e mi diede alcune cartucce. Salutai e ringraziai, ero veramente emozionato, ritornai a casa e per strada e piansi, con questo fucile enorme sulla spalla. Il giorno dopo ci eravamo organizzati per la prima uscita, con mio cugino Amedeo Accaino e come portatore Aldo Tavian. Partimmo e non potevamo andare a Fauglis verso Castello perché era pieno arrivati dal vicino Veneto che sparavano come matti. Trascorremmo la mattinata incontrando qualche capo di selvaggina, ma un po’ per l’inesperienza un po’ gli appezzamenti erano poco favorevoli, per la presenza di numerosi campi di mais, non riuscimmo a incarnierare nessun selvatico. Rientriamo a casa verso le 11.30 stanchi morti e a mani vuote. Il pomeriggio chiesi a Amedeo, se voleva uscire d nuovo con me ed egli accettò. cosa dice se usciamo a caccia nuovamente? E lui risposi, si può fare andiamo. Ripartirono quindi, uscendo dai Rems e poi ci dirigendosi verso i Pradulins; oramai l’ora del pomeriggio si era fatta un po’ tarda e iniziava leggermente l’imbrunire. Decidemmo di costeggiare un canale, vicino al quale si estendeva un bel campo di quadrifoglio con un po’ di morena, e non appena entrammo il cane di mise in ferma. Mi avvicinai lentamente e vidi che il fagiano era accovacciato davanti il cane che alzava e abbassava la testa. Dissi ad Amedeo: E’ un fagiano, è li davanti al cane! Gli sparo, gli sparo, lega il cane che altrimenti scappa via -. Amedeo legò il cane e io fece un po’ di passi indietro fino a che potei sparare. Sparai un colpo e il fagiano fece un salto e inizio a correre. Urlai a Amedeo di liberare il cane, che riuscì a prenderlo. Esultammo di gioia, fu il primo fagiano della mia vita. Contenti e felice ci ricordammo che quel giorno si celebrava la festa della Madonna d’agosto e c’era la processione per le vie del paese. Decidemmo allora di aspettare che uscissero da rosario prima di andare a casa in modo che tutti potessero vedere l’ambita preda. Camminammo spavaldi verso la chiesa con il fagiano in bella mostra orgogliosi e felici di mostrare a tutti i bei colori e la lunga coda del gallinaceo, fucile in spalla e cane al guinzaglio. Questa è stata la mia prima giornata di caccia.






